La seconda fotografia del mio calendario di marzo, mese che ho pensato di dedicare alla memoria (dote che dovremmo cercare di usare di più e meglio), non parla di ricordi privati o personali, come la prima, ma si riferisce a quella che definiamo "memoria collettiva".

Questo bel volto appartiene a James Nachtwey. JN é uno dei più importanti fotografi del mondo. Da una trentina d'anni gira il mondo, registrando e testimoniando il dolore degli sconfitti, la sofferenza delle vittime delle guerre, la violenza insensata che l'umanità sta infliggendo al mondo e a se stessa.
Molte sue foto sono esposte in queste settimane, e fino alla metà di gennaio, a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Se non abitate troppo lontano vi consiglio davvero caldamente di visitare questa mostra.
Le sue immagini emozionano profondamente ed é impossibile non esserne toccati.
Le sue fotografie sono grida fortissime contro la violenza e l'ingiustizia e un inno all'uomo e alla sua speranza in qualcosa di migliore, che si ritrova nelle pieghe dolenti dei volti, nei gesti, negli sguardi delle persone ritratte da JN.
Ma sono nello stesso tempo, anche nelle condizioni più estreme, delle vere, perfette opere d'arte.